oglie cara, con gran dispiacere vi devo comunicare che gli affari mi tratterranno lontano da casa ancora per un certo tempo, dato il consueto oscillare di dazi e gabelle. Ho però il desiderio di narrarvi di alcuni figuri conosciuti nella locanda ove alloggio, un gruppo troppo ben assortito per tacerne con voi, che tanto vi stupite e ridete di cuore delle cose del mondo.

Si fanno chiamare le Volpi di San Bartolomeo, aggregati sotto uno stendardo con una volpe ed il motto Sine Mellus Vel Corona. Perchè non ti sfugga, senza collare nè corona: un gruppo di zaffones, con mogli e mestieranti al seguito, fedeli solo a pochi ideali e a San Bartolomeo, un piccolo borgo nei domini imperiesi della Repubblica di Genova.

Li ho conosciuti dopo essermi rivolto a Tommaso da Aquiliano, il loro veterano, praticante di chirurgia; il dente di cui ti avevo già accennato mi doleva troppo e non ho potuto che farlo cavare dal loro cerusico. Costui, oltre che abile, si è rivelato anche tanto cordiale da insistere a farmi assaggiare il buon ippocrasso e la cucina della figlia Luisella, una delle vivandiere del gruppo. Tu penserai che forse sia stato imprudente ad accettare l'invito di un gruppo di mercenari e predoni, ma ti assicuro che me ne avvedo solo ora mentre ti scrivo...


Tommaso da Aquiliano

Donna Luisella

Giunto al loro accampamento ho conosciuto anche le altre Volpi, per primi Leonardo, arcigno e creativo, le cui occupazioni sono lavorare il cuoio e litigare con il balestriere Glauco, formatosi a Genova, nel cui ricordo porta ricamato un calice verde sul petto.
Insieme al vino ed alla gustosa zuppa servitami da Donna Luisa e dalla bionda Rebecca, mi è stato offerto il pane appena preparato dalla più giovane Benedetta, una ragazza piena di gioia che mi tormentava di domande sulle nostre terre, sui paesi da cui vengono le stoffe che commercio e sui ricami con cui le tue mani li impreziosiscono.


Leonardo da Albingarium

Mastro Glauco

Donna Rebecca

Taciturna invece era la splendida Nasla, incantata in pensieri lontani, una perla d'Oriente poco più che fanciulla giunta in terra cristiana e convertitasi al credo della Croce per accasarsi con Goffredo, detto "del Giglio" perchè originario delle terre di Francia. Un personaggio curioso Goffredo: temprato da molte battaglie, esperto nelle tattiche militari e tuttavia umilmente dedito anche ai lavori di falegnameria. Quando l'ho conosciuto stava terminando di costruire i pezzi per il gioco della volpe e le oche, che anche tu conosci, per insegnarlo a Nasla.


Benedetta

Nasla

Goffredo del Giglio

Tanto il sorriso di Goffredo era aperto, tanto era imperscrutabile l'espressione di Tancredi, ma il profondo legame dei due uomini d'arme era palese. Tancredi d'Outremer, normanno di Sicilia, combattente in Terra Santa, nascondeva dietro l'espressione quasi arcigna e sotto le molte cicatrici una cultura non comune e non solo militare, appresa nella sua terra di origine, crogiolo della tradizione normanna sposata alla sapienza araba. Anch'egli però, dopo un po' di birra, non si trattenne dal rivelarsi loquace.
Cantavano invece, intente a tessere, Donna Bergamina, la signora di Tancredi, e Donna Isabella, sorella d'elezione di Mina e speziale del gruppo, mestiere appreso dal padre da cui vicende a me ignote l'hanno separata per poi affiliarsi alle Volpi. Tutti i loro uomini, sotto la guida del Maestro Tommaso, erano provati alle arti militari, ma, cosa curiosa, nemmeno le fanciulle disdegnavano l'impratichirsi con bastoni ed archi, provate com'erano alla vita girovaga, alternando a canti, danze e cicina la pratica di attività meno femminili.


Tancredi d'Outremer

Donna Bergamina

Donna Isabella

Ho voluto parlarti di loro, moglie mia, perchè è stato uno strano incontro, sul filo del pericolo, perchè non metterei la mano sul fuoco sulla completa onestà di mercenari che vendono i propri servigi; ma non è quello il solo motivo per cui mi sono interessato a loro: dicevano che presto saranno nelle terre bresciane, le nostre terre, dove non so bene quale capitano li ha nelle sue grazie, perchè si prepara qualche grosso evento militare è Brescia raccoglie le sue forze. È bene averlo saputo, moglie mia, per prepararci a tempo, appena tornerò a voi.
Prego ogni giorno per la salute vostra e dei nostri figli. Vi saluto e spero con gioia di rivedervi presto.


Lionello vostro.

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